(EX hibit) ANTE. Armadi di intimità per memorie condivise

invito-ex-ante

26 giugno – 7 agosto 2015
“Casa del Capo”
Telara Studio d’Arte, via carriona 263 Avenza-Carrara
Inaugurazione: venerdì 26 giugno alle 18:30.
A cura di Andrea Zanetti
con: Carolina Barbieri, Lorenzo Devoti, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino e….11 armadi.

“Una mostra che coinvolge 11 artisti contemporanei ai quali è stato affidato il tema del ricordo, creando un’istallazione personale all’interno di un armadio ciascuno.

lidkoping-land-crop

La location è quella di Telara Studi d’Arte e, nella fattispecie, la ex casa del custode del laboratorio che tornerà a “vivere” con la presenza degli armadi e delle opere degli artisti, a ricreare il senso dell’intimità degli spazi.
Nel periodo di svolgimento della mostra sono previste iniziative di approfondimento culturale, volte a ricreare i temi e le suggestioni che la mostra stessa propone.
La memoria individuale e intima che diventa racconto condiviso; i ricordi che si fanno contemporaneo per esporsi agli occhi del presente, per diventare stimolo e riflessione di un’intimità collettiva e necessaria.
Nella ridondanza di parole e nella asettica facilità di comunicazione che oggi abbiamo, la genesi stessa dell’intimità del proprio ricordo, diventa scenografia scontata di palcoscenici virtuali.
Diventa orpello da esibire in qualche contest fotografico o forzata cornice di racconti privati da gettare in pasto al magma della rete.
Manca il rispetto dell’intimità; del tempo passato che con fatica o serenità ha tracciato la strada individuale di ognuno.
Manca il sottotesto del ricordo, quello che continua a generare nostalgia o rimpianto, quello che graffia la gola o semplicemente scatena un sorriso nella solitudine di uno specchio.
Manca il peso dell’intimità come fondamento di una comunità; il rispetto del silenzio, del non detto o di qualche malinconico rimpianto.
L’insieme di quelle sensazioni che, riconoscendosi nell’altro, generano condivisione e senso di comunità.
La profondità del ricordo individuale che dalla propria intimità si fonde nell’intimità altrui, per diventare un silenzioso racconto collettivo che rigenera stati d’animo, emozioni e speranze.
Il ricordo che esce dall’armadio; a significare la necessità di aprirsi al confronto, fosse solo per sorridere delle stesse sensazioni o rimuginare degli stessi errori.
Il ricordo che esce dalle ante dell’armadio per farsi contemporaneo e mescolarsi ad altri ricordi, in una continua tensione tra intimità ed esteriorità, silenzio e parole, singolo e gruppo.
Aprire le ante dell’armadio significa entrare in un mondo, accostarsi con silenzioso rispetto agli oggetti e percepirne il respiro.
Le ante si aprono alla curiosità intima e diventano il sipario di un racconto individuale che si mescola con quello pubblico; gli oggetti, i suoni, i profumi irrompono nella scena per diventare personaggi e maschere contemporanee, per darci la possibilità di viverli, dentro la nostra personale rappresentazione.
E le ante si chiudono come il sipario di scena, lasciando il campo agli spettatori, nel brusio ammiccante che accompagna l’uscita da un teatro.
Quei mondi tornano nella autorappresentazione di sé, nel brusio che si scioglie nel silenzio e negli occhi che cercano verso l’alto i ricordi più lontani.
La scena torna reale; gli sguardi vanno alla ricerca di una timida condivisione e l’intimità affiora sulla pelle, mettendoci a nudo in mezzo agli altri, con gli altri.
Abbiamo bisogno, forse, di recuperare il pudore intimo dell’intimità del ricordo per farlo diventare certezza, condivisione silente; rappresentazione di un mondo che non è o che vorrebbe essere.
Abbiamo bisogno di aprire le ante degli armadi, di goderci un viaggio personale che può diventare afflato collettivo di silenzi consapevoli.
Il rispetto dell’intimità dei ricordi che si consolida in un sentimento d’insieme per farci uscire dall’imbarazzo della solitudine e renderci il pudore delle nostre emozioni e la forza delle nostre debolezze; assieme agli altri.
Abbiamo bisogno, poi, di richiudere le ante, per garantire a quei viaggi parole e silenzi nuovi.
E abbiamo bisogno di aspettare che il sipario si riapra per inscenare rappresentazioni diverse; noi saremo nel brusio del pubblico che esce dal teatro, in attesa che quel brusio diventi coro.”
Andrea Zanetti

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , , , , , | Leave a comment

I Wish Monteverdi

i_wish_012
Da un’idea di Stefano Lanzardo, a cura di Andrea Zanetti

Sabato 16 maggio, Monteverdi Marittimo (Pi).
(orari 10:30-12:30; 15:30-18:30)

Tutti gli abitanti di Monteverdi e non, sono invitati a “posare” per Stefano e ad esprimere il loro desiderio.

“I Wish Monteverdi non è una mostra, non è un’istallazione, non è una perfomance: sono tutte queste cose assieme e sono il racconto di una comunità.
La fotografia e l’arte di Stefano Lanzardo, raccontano da anni le storie di luoghi, le persone e i corpi che li animano, il respiro nascosto di vite e momenti che si consumano in uno scatto a diventare racconto, fuori dal tempo.
E’, quello di Lanzardo, uno storytelling in continua evoluzione che dai corpi entra nell’anima, nella parte oscura o in luce dei desideri, delle vittorie e delle sconfitte; un insieme di immagini che diventa popolo e memoria, senza il bisogno di parole.
Lo diventa grazie alla forza espressiva che soltanto alcune fotografie riescono a regalare; quella forza che scava nell’intimità per diventare corpo, fisicità, immagine.

I_wish_004
Attraverso una location che identifica il viaggio, come punto di partenza o di arrivo, e che si concretizza in un guard rail, Lanzardo chiede alle persone di sedersi qualche minuto sul quel guard rail e li invita a intraprendere un viaggio attraverso i loro desideri, le loro aspettative, le paure più nascoste; e gli chiede di farlo vivendo quel momento in un punto preciso: le latitudini e le longitudini di Monteverdi, appunto.
Adesso.
Poi chiede loro di alzare lo sguardo e di guardare oltre, in alto, verso quell’indefinito punto che raccoglie le intimità, i pensieri e le riflessioni; gli chiede di scriverle quelle riflessioni, di fermare su un cartone con un pennarello il loro desiderio e di farlo diventare patrimonio pubblico attraverso l’occhio privato di uno scatto fotografico.
I Wish Monteverdi diventa, così, la stanza privata di ognuno di noi, la comunità che si incontra nell’esternazione dei propri desideri; è il viaggio che non parte o quello che è già finito, il senso del passato e la forza del futuro.
I Wish Monteverdi è incontro di sensibilità: quelle interiori che faticano ad uscire e quelle dell’arte che, a volte, ha la forza per farle emergere.

Andrea Zanetti

I_wish_002

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , | Leave a comment

“#community_” a Quarrata

cartolina Quarrata
Si sposta a Quarrata, all’interno di Pop Up Lab l’appuntamento con “#community_ La comunità attraverso gli occhi di artisti contemporanei”. La mostra collettiva, a cura di Andrea Zanetti, presenta opere degli artisti: Lorenzo Devoti, Massimo Falsaci, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino.

face2face
ritratti “face to face” in mostra

27 marzo-29 marzo, 2015 Pop Up Lab, viale montalbano 240, Quarrata (PT)
Inaugurazione venerdì 27 marzo alle 19:00.
Apertura mostra: 10:00-13:00; 16:00-20:00.

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , | Leave a comment

“La dolce historia”: incontro con gli autori a Lusuolo

la-dolce-historia-marzo15
Domenica 1 marzo 2015 incontro con Cristina Balsotti e Stefano Lanzardo, autori della mostra “La dolce historia…“, prolungata fino al 10 di aprile.
Presentazione di una video-installazione di Stefano Lanzardo.

Alle ore 16,00, Castello di Lusuolo (Mulazzo, MS)

il manifesto

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , , , , | Leave a comment

“L’anima del marmo; fotografie nella materia”

Stefano-Lanzardo-l-anima-del-marmo
Stefano Lanzardo
“L’anima del marmo; fotografie nella materia”
a cura di Andrea Zanetti

21 dicembre 2014-17 gennaio 2015.
Living Arredi, viale Galileo Galilei 32- Carrara (MS).
Inaugurazione: domenica 21 dicembre alle 18:30.
Apertura mostra: dal lunedì al sabato 10:00-13:00, 16:00-20:00 (domenica chiuso).

“Stefano Lanzardo è un fotografo di grandi racconti; un artista che con i suoi scatti scava nella profondità dei significati e ne coglie la soggettiva interpretazione per consegnarla al pubblico, delicatamente.

E’ un artista che viaggia con le sue fotografie tra passato e presente, storia e contemporaneità; un artista che ama i dettagli, come quelli dei corpi che ritrae nella loro sospensione dal tempo, nei movimenti impercettibili che solo una fotografia riesce a fissare.

Corpi che hanno un’anima prima ancora che una storia da raccontare; corpi che sfidano il silenzio per sussurrarci parole, per invitarci a fargli e a farci domande.

Stefano Lanzardo è un artista che ama la sfida del contemporaneo e che lo porta ad immaginare i suoi “mondi fotografici” in continua evoluzione; in una perenne tensione estetica volta a cercare ogni volta una nuova chiave di lettura o di interpretazione.

Questa mostra è la sintesi di questa tensione; le fotografie dei corpi che Lanzardo racconta interpretate in lastre di marmo.

Oppure: il marmo che diventa medium per raccontare la sua anima nascosta e impercettibile attraverso i corpi di Lanzardo.

Il marmo che diventa non solo supporto di stampa bensì parte integrante dell’opera e di tutto il racconto fotografico; la materia che diventa sfondo, pellicola, luce ed ombra dell’opera fotografica.

Il marmo che si racconta attraverso le fotografie, assumendo una nuova vita e che diventa parte integrante del racconto stesso; opera d’arte nell’opera d’arte.

I racconti fotografici si fondono con la materia prima, esaltando la purezza del marmo bianco che incontrano oppure dialogando con le venature e i grigi: i racconti che diventano nuovo racconto, sfidandoci ad immergerci nella storia millenaria del marmo, per esaltarne le qualità e l’eleganza; per garantirne una nuova cornice di parole, che diventa racconto contemporaneo e nuova identità.

L’unicità della lastra di marmo, con i suoi bianchi e le sue imperfezioni, dà vita ad un opera irripetibile; ogni fotografia stampata su marmo diventa il simbolo imperituro della materia oltre che della poetica dell’artista stesso.

La stessa materia che dal blocco in cava si trasforma in lastra, induce la fotografia ad una nuova interpretazione, arricchendo i valori simbolici della pietra scavata con il linguaggio contemporaneo; creando una nuova lettura e una nuova iconografia.

Il marmo che ci racconta la sua anima; meglio, ce la fa vedere attraverso la poesia visiva di Stefano Lanzardo.”

Andrea Zanetti

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , | Leave a comment

“La dolce historia” al castello di Lusuolo

la-dolce-historia
Mostra Performance di Cristina Balsotti e Stefano Lanzardo
“La dolce historia…” è un breve, emozionante viaggio attraverso la trama di una fiaba. La chiave di lettura principale è l’amalgama tra arte contemporanea, musica e performance teatrale. Il pubblico viene guidato attraverso le stanze del castello da una narratrice che, come un cantastorie di antica memoria, compone,uno dopo l’altro, gli elementi del racconto.
Gli autori, Cristina Balsotti e Stefano Lanzardo, hanno concepito la mostra in relazione alla storia, scritta in forma di filastrocca dalla Balsotti stessa, che è il testo interpretato dalla narratrice/guida durante la performance.
Le tecniche pittoriche e fotografiche sono varie e l’allestimento è studiato per adattarsi alle strutture architettoniche del castello, sfruttando la forza di suggestione allo scopo di ottenere un’immersione completa dello spettatore nella dimensione poetica dell’evento.
Le opere esposte sono di Cristina Balsotti e Stefano Lanzardo, la narratrice performer è Mariella Melani (Teatri del Vento), il musicista polistrumentista è Sergio Chierici.

Inaugurazione e performance: 20 dicembre 2014 dalle ore 16,00 nel Castello di Lusuolo, Comune di Mulazzo (MS)
Info

Il manifesto de “La dolce historia”

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , , | 1 Comment

#community si sposta a Campi Bisenzio!

Pop-up-lab-campibisenzio
Gli artisti che hanno animato l’edizione 2014 di #community a Pop Up Lab, traslocano a Campi Bisenzio, nel foyer del Teatro Dante Carlo Monni, in piazza Dante 23.
Inaugurazione venerdì 12 dicembre alle 19:00.
Le opere rimarranno esposte fino al 14 dicembre
Orari di apertura:10:00-13:00; 16:00-20:00.

Gli artisti: Emiliano Barattini, Massimo Falsaci, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Giuliano Orlandi, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino.
Il curatore: Andrea ZanettiYAB

10 item(s)
  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Factory a Brugnato: Buone Feste!

Factory
Da lunedì 8 dicembre installazioni e opere degli artisti Stefano Lanzardo, Cristina Balsotti, Claudia Guastini, Francesco Ricci, Sandro del Pistoia, Paolo Fiorellini allo Shopinn di Brugnato, in una nuova collettiva della Factory.
Le opere sfuggono dallo spazio espositivo, per trovare “ospitalità” nelle vetrine dei negozi del centro commerciale.

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , , | Leave a comment

“Face to Face” per #community di Pop Up Lab

Face to Face x #community 2014
Il curatore, Andrea Zanetti:
“Comunità è una parola in crisi di identità. Da un lato le relazioni che si animano nelle community dei social network e che facilitano la parola non mediata dal corpo, che agevolano le prese di posizioni più radicali o i moti di romanticismo dall’empatia di plastica; dall’altro il progressivo isolarsi delle persone, costrette a passare dalla spinta competitiva dell’individualismo rampante alla decadenza della solitudine.

Migliaia di contatti singoli che nel magma delle rete diventano comunità di pensieri, necessità di riconoscersi sotto qualche bandiera, semplice voglia di appartenere ad un gruppo, con la leggerezza di poter parlare, prima ancora che confrontarsi. Migliaia di contatti singoli che diventano corpo unico, per trasformarsi, subito dopo, in un altro corpo, con la stessa presunta forza. Poi le comunità reali; quelle di chi sconnesso dalla rete, prova ad occupare ancora le piazze e le strade di qualche quartiere, senza percepirne più il profumo di storia o semplicemente il senso di appartenenza. Spazi urbani che ospitano identità silenziose; luoghi che hanno perso la funzione di raccogliere le voci, i pensieri, il gusto e la fatica del confronto. Identità, quindi, che cercano un rifugio e che, a volte, lo trovano nei processi fluttuanti della rete. Un gruppo di artisti, diversi per provenienza e poetica, si interroga su questo, cercando di tradurre con i linguaggi dell’arte contemporanea le riflessioni sull’idea di comunità. Un insieme di singole interpretazioni che si fondono in un’unica istallazione, riproducendo l’iconografia scenica di una piazza.

Un percorso, all’interno di Pop Up Lab, che parla di città, comunicazione e relazioni. Una mostra che, nelle suggestive cornici del Chiostro degli Agostiniani di Empoli e nel foyer del Teatrodante di Campi Bisenzio, ci spinge a riflettere sulla necessità di ricostruire un’identità degli spazi urbani e a ridefinire le funzioni dei luoghi e delle relazioni che vi si consumano all’interno.”

Empoli, 5 dicembre-7 dicembre, 2014 – Chiostro degli Agostiniani, via dei neri 15.
Inaugurazione venerdì 5 dicembre alle 19:00.
Apertura mostra: 10:00-13:00; 16:00-20:00.

Campi Bisenzio, 12 dicembre-14 dicembre, 2014 – Foyer Teatro Dante Carlo Monni, piazza dante 23.
Inaugurazione venerdì 12 dicembre alle 19:00.
Apertura mostra: 10:00-13:00; 16:00-20:00.

Artisti: Emiliano Barattini, Massimo Falsaci, Sabina Feroci, Lorena Huertas, Stefano Lanzardo, Roberta Montaruli, Giuliano Orlandi, Enrica Pizzicori, Francesco Ricci, Francesco Siani, Stefano Siani, Zino.

Pop Up Lab

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , , , | Leave a comment

“Tracce” a Pontremoli dal 3 dicembre

Tracce-Pontremoli
Per tutto il mese di dicembre la “Cortina di Cacciaguerra” di Pontremoli ospita “Tracce”.
Il progetto fotografico “Tracce” nasce dal desiderio di esplorare il rapporto esistente tra la mia personale visione della natura ed il modo in cui fotografo il corpo. I simboli, gli archetipi e le storie che la natura mi comunica, si trasformano nella scintilla crerativa che mi anima quando racconto le storie del corpo.
Le tracce, in realtà, sono individuali ed universali allo stesso tempo, mie come di chi osserva, così come lo sono i simboli che contengono; l’interpretazione è aperta ad ogni possibilità, compreso il silenzio. Che non mi spaventa.
Quando il mio occhio si ferma a “vedere” un albero dai rami secchi che si staglia nel profilo uniforme del deserto, i suoi segni travalicano la pura apparenza, arricchendosi di significati simbolici che rimangono impressi sulla pellicola, ma soprattutto nella mia anima. Quando fotografo un corpo le tracce riaffiorano nella mia memoria, si uniscono ai segni espressi dal corpo stesso e generano una nuova storia, forse più universale, più profonda.
Questo è “Tracce”.

Stefano

Info
Il manifesto

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Google Plus
  • Pinterest
  • MySpace
  • Delicious
  • Digg
  • Blogger
  • Diggita
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • RSS
Posted in news | Tagged , , | Leave a comment